Nuova scoperta del Cnr: Biogas pulito dalla Co2

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Foto Flickr by segnaliverdi, licenza CC BY.

Il Cnr  di Pozzuoli ha diffuso una nuova scoperta: sarà possibile produrre biogas pulito dalla Co2, uno degli elementi che sono tra i maggiori indiziati del cambiamento climatico e dell’effetto serra. È stata la sezione dell’Istituto di chimica biomolecolare a scoprire questa particolare conversione, per cui l’anidride carbonica diventa acido lattico grazie alla fermentazione di batteri ricavati da residui organici.

La scoperta si potrà prestare ad un futuro interessante nelle nuove energie rinnovabili. Già brevettata dal team guidato da Angelo Fontana, lo studio dopo le opportune verifiche del caso è stato pubblicato per la prima volta sull’importante rivista International Journal of Hydrogen Energy e apre a nuovi scenari futuri.

Il metodo è stato chiamato CLF (acronimo di Capnophilic Lactic Fermentation) mentre il batterio capace di questa conversione è l’hermotoga neapolitana, scovato alla temperatura naturale di 80 gradi nelle acque solfatare del mare nei pressi del litorale Flegreo.

Il batterio dispone di cellule speciali che riescono in pratica a produrre idrogeno assieme alla fermentazione di substrati organici a partire da rifiuti organici dell’agroalimentare, assolvendo così a tre funzioni benefiche contemporaneamente: nuova energia verde, meno anidride carbonica, meno rifiuti.

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Foto Flickr by ktu-media, licenza CC BY-SA.

Secondo Fontana, il particolare metabolismo del batterio fa sì che avvenga una trasformazione chimica per cui da Co2 e acido acetico si ottiene acido lattico ed eliminazione della Co2. L’utilizzo dell’anidride carbonica accelererebbe la velocità della fermentazione, migliorando così la produzione di idrogeno, da cui è possibile ottenere energia elettrica.

La scoperta secondo gli esperti può essere il trampolino di lancio per l’applicazione del CLC su grande scala, dal momento che già per il solo acido lattico il mercato prevede stime considerevoli di un milardo e duecento milioni di dollari.

Insomma, la ricerca non si ferma mai e nuovi e sorprendenti risultati possono arrivare in qualunque momento ad aggiungere nuove scommesse e promesse al mondo delle risorse rinnovabili. Speriamo che anche questa nuova scoperta possa contribuire a rendere il mondo sempre più libero dalla dipendenza energetica da fonti energetiche non rinnovabili.

 

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