Il parco eolico offshore è sempre più diffuso nel mondo

parco eolico 1Quest’estate appena trascorsa è stata un’estate importante per quanto riguarda l’eolico. Lungi dall’essere da meno rispetto al fotovoltaico, questa risorsa energetica rinnovabile ha visto letteralmente spiccare il volo soprattutto attraverso la realizzazione di diversi enormi parchi eolici offshore in più aree del mondo.

Ricordiamo che il parco eolico offshore è quella tipologia di parco che viene realizzato in mare aperto a chilometri di distanza dalla costa, sfruttando così la potenza dei venti in assenza di barriere naturali o artificiali. Proprio sull’offshore hanno puntato diversi Stati alla ricerca di fonti energetiche alternative al nucleare, non più visto di buon occhio da gran parte del pianeta dopo i gravissimi fatti di Fukushima di cui si continuano a pagare le conseguenze. Quest’estate, dunque, sono stati realizzati diversi grandi parchi eolici offshore in vari angoli del pianeta.

Tra i maggiori progetti in fase di realizzazione vi è quello australiano al largo di Adelaide, cui è stato dato nome Snowtown II e che consentirà a far diventare l’Australia meridionale tra le più grandi produttrici mondiali di energia rinnovabile. Il parco si sta realizzando grazie all’impegno di Siemens e delle sue tecnologie e ad un poderoso sistema di trasporto di quasi settecento pezzi tra pale e lame eoliche, ognuno dei quali lungo attorno ai cinquanta metri. Il progetto finale consentirà di far veder luce a ben novanta turbine di tipo gearless di 3 megawatt l’una che produrranno 270 megawatt di energia, sufficiente a dar elettricità a quasi duecentomila case australiane. La realizzazione del parco consentirà inoltre all’Australia il raggiungimento dell’obiettivo ONU entro il 2020: produrre almeno il 33% di energia con fonti rinnovabili.

parco eolico 2A fine agosto, inoltre, due grandi progetti sono stati portati a termine in Europa.

In Germania, nel Mar del Nord a circa cento km dalla costa è stato inaugurato il maggior parco eolico offshore del Paese, chiamato Bard Offshore 1, realizzato su piattaforma artificiale al largo dell’isola di Borkum e capace di contenere circa ottanta eliche. La realizzazione è stata compiuta in soli due anni dall’approvazione del progetto, con l’obiettivo di velocizzare l’eliminazione del nucleare, prevista entro il 2020.

Per il gruppo Bard, responsabile della costruzione, l’impianto è indispensabile per cominciare a fare a meno delle centrali nucleari e il governo tedesco dovrebbe cominciare a spingere con più decisione verso questa forma di energia rinnovabile dalle grandi potenzialità.

Infine, è stato inaugurato il terzo parco eolico più grande del mondo in Danimarca, nei pressi dell’isola Anholt a venti km dalla costa. Il parco è stato realizzato in un anno e mezzo e comprende 111 turbine realizzate con tecnologia Siemens da 3,6 megawatt ciascuno per un totale di ben 400 Megawatt che potranno alimentare qualcosa come 400 mila abitazioni. In questo caso, l’obiettivo danese va oltre la data del 2020 e punta a coprire l’intero fabbisogno energetico con fonti rinnovabili entro il 2050. A collegare il parco a terra è stato disposto un cavo di 25 km, più altri cinquanta km di cavi da terra verso la centrale di immissione energetica danese.

Leader negli offshore mondiali resta la Gran Bretagna con i parchi London Array (630 Megawatt) e Greater Gabbard (500 Megawatt).

I parchi eolici offshore, quindi, grazie alla lungimiranza di molti Stati si avviano a diventare una delle primarie possibilità offerte dal pianeta per ottenere energia rinnovabile in sostituzione di gasolio e nucleare.

immagini: morguefile.com

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