Il fotovoltaico di notte: utopia o prossima realtà?

Lo sappiamo tutti: il più grande punto debole del fotovoltaico è, paradossalmente, proprio nella sua origine. Vale a dire, perché i pannelli solari possano funzionare, hanno bisogno di luce. Di conseguenza, il loro utilizzo è limitato in circostanze di nuvolosità frequente e non assorbono energia nelle ore notturne.

Nell’ambito del mercato fotovoltaico attualmente in atto, esiste però un apparecchio in grado di gestire l’energia ricevuta durante il giorno, regolando la potenza degli impianti fotovoltaici, controllando la loro integrità ed evitando dispersioni.

Stiamo parlando dello smart inverter che, assieme alle smart grid (centrali “ridotte” e intelligenti), coordina l’energia proveniente dagli impianti facendo in modo che l’energia non utilizzata possa restare immagazzinata fino al momento in cui deve essere effettivamente utilizzata.

Ecco perché si rivelano decisivi nel risparmio energetico, nell’utilizzo notturno e nella distribuzione razionalizzata: l’elettricità viene amministrata in modo ideale, usata in ogni momento per l’autoconsumo, accumulata da parte quando non impiegata per poi essere nuovamente immessa quando se ne presenta la necessità, anche di notte.

Gli smart inverter (a differenza dei normali inverter che si limitano ad alternare la corrente continua) sono in grande espansione nel mercato e se ne prevede per il 2015 un utilizzo pari al 60% sul totale degli impianti.

È utile ricordare anche che questi apparecchi hanno un proprio microprocessore interno in grado di raccogliere enormi quantità di dati, per questo troverà anche le vie migliori per evitare le dispersioni di energia favorendone il passaggio, oltre che segnalare anomalie o malfunzionamenti nell’impianto.

Nel campo della ricerca e della sperimentazione, invece, sono già stati “provati” dei pannelli solari notturni, in grado cioè di avere un funzionamento effettivo anche di notte. Come è possibile?

Questi pannelli sfruttano “normalmente” i raggi solari di giorno, mentre di notte continuano a funzionare sfruttando i raggi infrarossi.

È opportuno in questo caso fare una perifrasi: nel periodo diurno, il calore del sole viene assorbito dal terreno, che lo rilascia di notte sotto forma di raggi infrarossi.

Proprio questi raggi, quindi, sono adoperati dai pannelli solari notturni, immagazzinando e trasformando anch’essi in energia. La tecnologia impiegata naturalmente si integra a quella dei pannelli normali, sfruttando l’innesto di microantenne (o nano antenne) capaci di captare i raggi infrarossi sia dal basso che dall’alto (vengono infatti rilasciati anche dalle nuvole).

Questo speciale prototipo di impianto a “pannelli solari notturni” è stato realizzato dall’Idaho National Laboratory, durante il giorno ha un’efficienza superiore alla media (45%), durante la notte riesce ad immagazzinare niente meno che l’80% dei raggi infrarossi emessi dal terreno.

Il funzionamento delle microantenne è però ancora sperimentale, il sistema genera una corrente alternata ancora troppo alta per essere utilizzata facilmente.

La ricerca quindi continua nella direzione di conversione di questa corrente in un flusso di energia continua.

Quando questo punto debole sarà risolto,  i “pannelli fotovoltaici ad infrarossi” potrebbero essere il “la” per lo sfruttamento solare anche notturno, dando il definitivo impulso alla diffusione su larga scala di questo tipo di energia rinnovabile.

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