Biomasse da mais

Un tipo di biomassa particolarmente interessante per il territorio italiano è la biomassa da mais. Le coltivazioni del mais in Italia sono abbondanti, dunque questa tipologia di biomassa può diventare un ulteriore importante sbocco di mercato con grandi potenzialità di impiego nel settore energetico.

I residui del mais si presentano di materiale eterogeneo, possiamo utilizzare come biomasse: stocchi, brattea, midollo e foglie. Si tratta di residui di larga diffusione e di basso costo. In Italia infatti la produzione di mais sfiorava nel 2002 le 10 milioni di tonnellate su 1,13 milioni di ettari, rappresentando un quarto dell’intera produzione Europea. Alla stessa data in Europa i numeri erano comunque importanti, con 40 milioni di tonnellate prodotte su 4,4 milioni di ettari.

Ecco perché lo sfruttamento delle biomasse residue da mais può diventare un grande canale di attività secondaria per le aziende agricole. I prodotti agricoli in eccedenza, i materiali biodegradabili e i residui possono trovare la loro collocazione ideale nell’energia.

Un trattamento particolare cui i residui di mais possono essere sottoposti per migliorare le rese è la “Steam Explosion”. Si tratta di un trattamento termo-meccanico con cui si ottiene lo sfibramento fisico del materiale grazie all’impiego di vapore acqueo ad alta pressione: si ottengono quindi  vari componenti delle biomasse, quali cellulosa, emicellulosa e lignina.

L’insilato di mais risulta infine essere la biomassa dal maggior potenziale energetico nel campo del biometano.

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