Biomasse: come funzionano

Le biomasse non solo consentono di ottenere energia, ma anche di ottenere differenti tipologie di energia e di sostituire i combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale. Il tutto (a differenza dei fossili) senza generale un aumento significativo delle immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, contribuendo quindi in modo determinante alle possibilità di centrare gli impegni assunti dall’Europa per la riduzione delle emissioni come secondo il Protocollo Internazionale di Kyoto.

Come è possibile che queste immissioni siano notevolmente ridotte? Le emissioni vengono ottenute con la bruciatura di biomasse controllate, le stesse quantità quindi sono in grado di essere riassorbite dalle stesse biomasse vegetali grazie alla fotosintesi. In questo modo, si viene a generare un processo ciclico stabile e controllato, con cui l’emissione di anidride carbonica al netto della fotosintesi risulta diventare nulla.

In questo senso, le migliori biomasse sono quelle derivate da tutte le attività agricole, dalle biomasse forestali e dalla coltivazione delle biomasse dedicate, cioè già finalizzate alla produzione di energia.

Queste colture possono distinguersi in erbacee e legnose.

Le erbacee si suddividono a loro volta in perenni (come la canna) e annuali (girasole, colza); le colture legnose sono invece tutte perenni e generano una produttività superiore rispetto alle erbacee nonché una maggiore capacità di ricrescita.

Grazie a moderne tecniche di coltivazione  come la Short Rotation Forestry, si può rendere una massima densità coltivata per ettaro di terreno, riuscendo così a raccogliere biomassa anche annualmente.

La raccolta della biomassa avviene tramite macchine che compiono in una sola operazione taglio e cippatura (trasformazione del legno in scaglie).

La biomassa così ottenuta viene trasportata presso centrali con caldaie specifiche per questo tipo di combustioni o presso impianti di gassificazione termochimica. Per i residui da allevamenti vengono invece utilizzati reattori per digestione anaerobica. Per tutti, l’obiettivo finale è la generazione dell’energia.

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